Micron Document
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Sovramonte
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mwiqSovramonte (mwigSoramont in mwiwvenetocite-ref-5[5]) è un mwkacomune italiano mwkqsparso di mwkg1 288 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlwprovincia di Belluno in mwmaVeneto. Fino al 1881 si chiamava Servo, nome che è stato mantenuto dalla frazione capoluogo.


Contents

Storia
Servo
Note

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Storia

Il comune di Sovramonte appartiene alla rete antropica delle sue sette frazioni (Servo, Salzen, Moline, Sorriva, Zorzoi, mwqqAune e Faller), allocate sull'omonimo altopiano o sulle falde di esso, e a quella fisica delle mwqgAlpi Feltrine, in quella loro parte specifica che sono le appendici meridionali del monte Vallazza. Di questo sottosistema risultano particolarmente importanti i seguenti fattori: l'ambiente naturale e antropico; gli aspetti toponomastici, storici e archeologici.

Via dello Schener

Fino alla fine dell'Ottocento, quando fu costruita la strada che collega Imer a Fonzaso, l'attuale mwrqStrada statale 50 del Grappa e del Passo Rolle, l'unico passaggio tra la valle di mwrgPrimiero e il Feltrino avveniva percorrendo il sentiero che passava per il Castello dello Schener, che era stato nei secoli la dogana della mwrwRepubblica di Venezia rispetto all'Impero asburgico. Era chiamata la mwsavia dello Schener, nome che ricorda il trasporto delle merci più varie sulla schiena dei muli e degli uomini. Per raggiungere la vecchia via bisogna arrivare, provenendo da Zorzoi, alla località di Bettola. Da qui si prende una mulattiera che va verso la parte alta della gola dello mwsqSchener per arrivare, dopo i ruderi del Castello, giù a mwsgPontet di mwswImer.cite-ref-6[6]

Microcomunità

L'ideologia esistenziale di una microcomunità che, non superando mai i mwug4 000 abitanti, ha espresso una decina di chiese con relativi svettanti campanili e un numero impressionante di capitelli, edicole e luoghi sacralizzati, conservando in pieno mwuwXX secolo una concezione premoderna dell'esistenza, con aspetti del tutto originali. E poi: la personalità di base degli abitanti; i caratteri essenziali dell'ideologia del villaggio, con riguardo particolare alle dimensioni della vita, della morte, dell'amore e del potere; il ruolo e la funzione della pieve e della comunità civile, variamente studiati dalla storiografia feltrina contemporanea. I primi documenti di natura geografica risalgono al mwvaSettecento e ai primi dell'mwvqOttocento, mentre quelli che testimoniano un interesse e una percezione socioambientale per Sovramonte, chiamato ancora Sopramonte, risalgono alla seconda metà dell'Ottocento e risentono dei luoghi comuni propri dell'ideologia romantica.

Il "romitaggio" dell'Ottocento

I luoghi sono selvaggi, ma anche pieni di fascino e di suggestione, con viste spettacolari di panorami, valli, dirupi, orridi che meritano lo sforzo di chi faticosamente li ascende. Sorriva e il Sopramonte sono descritte, per la prima volta, come una sorta di alpestre “romitaggio”, nella relazione inviata da Jacopo Facen allo storico della medicina Alfonso Corradi nel 1874. In questo montano contesto la “borgata di Servo” appare, similmente a Surripa, come una “villetta” posta sotto la Vallazza, unita e disgiunta parimenti dagli altri villaggi, tutti appartenenti al distretto di mwwaFonzaso. I suoi abitanti, circa 600, ”sono dediti ai lavori campestri durante la state e girovaganti per le Venete province o pel limitrofo Trentino per varie industrie, o girovaganti all'estero ai lavori ferroviarii, onde procacciarsi di che vivere per sé e per le loro famiglie”.

I toponimi

Al centro dell'altopiano di Sovramonte, è ubicata una delle risorse agricole fondamentali di esso: la Campagna. È un'area pianeggiante di circa 30 ettari, a 600 metri d'altitudine: un bacino agricolo secolarmente utilizzato per la coltivazione di patate e fagioli, una sorta di serbatoio alimentare primario per le frazioni di Servo, Sorriva e Zorzoi. Questa fondamentale risorsa era stata divisa all'interno delle tre regole e successivamente dei tre comuni censuari e infine delle tre frazioni. L'alto grado di sfruttamento agricolo e la progressiva frantumazione della proprietà, dapprima comunale (non nel senso d'appartenenza al comune ma del pubblico demanio denominato “Beni comunali”) hanno dato a partire dal Medioevo una ricchezza di toponimi che confermava come attorno alla chiesa di San Giorgio e più in generale all'interno delle tre regole non vi fosse ormai più "nessun sasso senza un nome", "nullum sine nomine saxum". Le tre frazioni centrali del comune, senza dubbio le più importanti, utilizzavano a turno le pendici meridionali e occidentali del monte Vallazza, detto anche “montagna di Baverne”. Tale ripartizione è interessante sia sotto il profilo socio-antropologico che sotto quello storico e archeologico, in quanto dava a ciascuna delle tre succitate frazioni elementi non secondari e non banali d'identità culturale, di ricchezza fondiaria e persino di appartenenza religiosa, nonostante la presenza dell'unica plurisecolare pieve di Servo.

Servo

Il comune censuario di Servo, divenuto nel XIX secolo capoluogo del comune, utilizzava la “Campanea Servi”, cioè quella parte della Campagna che da località Sóracase andava fino al colle e alla chiesa di San Rocco, compresa la località detta “Muràa” e la cosiddetta “val dei mort”, toponimo mutuato dalla fossa comune utilizzata per quella frazione nell'occasione delle pesti e dei colera, dal secolo XVI al secolo XIX, mentre Sorriva e Zorzoi poste a sud ovest dell'altopiano utilizzavano i lembi circostanti di esso denominati rispettivamente “campanea Surrippae” e “campanea sancti Zenonis”.

Ponte Serra

A confine tra i territori di Sovramonte e di mwxwLamon il Ponte Serra, già passaggio della strada romana Paolina. Distrutto due volte: nel 1917 dagli italiani in ritirata e dai partigiani il 2 maggio 1945; fu ricostruito nel 1947. Dal ponte si può osservare la maestosa diga di sbarramento del mwyaCismon che alimenta la mwyqcentrale idroelettrica di Pedesalto di mwygFonzaso.cite-ref-7[7]

Resistenza italiana

Dall'mwaq8 settembre 1943 al maggio mwag1945, nel territorio dell'attuale comune, lottarono contro il mwawnazifascismo i mwbapartigiani organizzati nel Battaglione "mwbqAngelo Giuseppe Zancanaro" della mwbgBrigata Garibaldina Antonio Gramsci (Feltre). Per reazione a questa presenza armata la frazione di Aune, l'11 agosto 1944, fu data alle fiamme e rasa al suolo, con oltre 150 abitazioni distrutte, previo saccheggio di cibarie e oggetti, dopo aver fatto sgomberare la popolazione. L'opera incendiaria s'iniziò alle otto del mattino e finì verso le due del pomeriggio. Le famiglie sfollate trovarono rifugio nei caseifici variamente presenti sulle alture circostanti, presso parenti ubicati nelle frazioni vicine, o nelle "cube" rimaste illese dal fuoco e frettolosamente ricoperte, mentre molti fanciulli attraverso l'intermediazione dei parroci trovarono rifugio presso famiglie abbienti del Feltrino o in istituti di assistenza. Ma il dato interessante fu che Aune venne ricostruito celermente nell'immediato dopoguerra. Pur con i contributi finanziari dell'Opera Post Bellica, il cui ufficio feltrino era diretto dal dott. Mario Frigato, tale ricostruzione fu dovuta esclusivamente alla operosità, concordia e buona volontà dei suoi abitanti. Nell'ottobre del 1946, 95 abitazioni erano state portate alla copertura. Il limite di tale operazione fu la totale assenza di ogni progetto alternativo che desse nuova fisionomia alla frazione, introducendo una spazialità rinnovata, rispettosa nel contempo delle sue caratteristiche tradizionali. In altre parole le case furono semplicemente ricostruite dov'erano e pressappoco com'erano, secondo canoni estetici del tutto approssimativi e rudimentali.

Archeologia preistorica

In territorio sovramontino è stata ritrovata nel 1988 la sepoltura di un uomo preistorico del Paleolitico Superiore: si tratta di un cacciatore, sepolto con corredo funerario e coperto di pietre dipinte con ocra. Il ritrovamento è avvenuto in località mwcqVal Rosna (mwcgVal Schener)cite-ref-8[8].

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-9[9]

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti nel comune sono 52, ovvero il 3,4% della popolazione. L'unico gruppo di una certa consistenza è quello mwgarumeno, con 36 appartenenticite-ref-10[10].

Amministrazione

Altre informazioni amministrative

La denominazione del comune fino al 1881 era Servocite-ref-11[11].

Il 9 ottobre mwjq2006 a Sovramonte su iniziativa del sindaco Scalet, si è svolto un mwjgreferendum costituzionale con il quale il 95,25% dei votanti (compresi i residenti all'estero) si sono dichiarati favorevoli al passaggio del comune alla mwjwprovincia autonoma di Trentocite-ref-12[12]. Questo per motivi culturali e geografici, ma anche per la presunta incapacità da parte della regione veneta di attuare politiche di montagna, importanti per la sopravvivenza e lo sviluppo dei comuni dolomitici. Il processo di "mwlaricerca autonoma di autonomia" è ora identificato col termine di mwlqlamonizzazione dall'Enciclopedia Treccani dal nome del mwlgcomune apripista.cite-ref-13[13]

Sindaci dal 1993

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 6 giugno 1993 | 13 maggio 2001 | Giambattista Dalla Corte | | sindaco | |
| 13 maggio 2001 | 29 maggio 2006 | Armando Scalet | | sindaco | |
| 29 maggio 2006 | 16 maggio 2011 | Armando Scalet | | sindaco | |
| 16 maggio 2011 | 5 giugno 2016 | Federico Dalla Torre | lista civica | sindaco | |
| 5 giugno 2016 | 4 ottobre 2021 | Federico Dalla Torre | lista civica | sindaco | |
| 4 ottobre 2021 | in carica | Federico Dalla Torre | lista civica | sindaco | |

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwpqmwpgmwpwBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwqademo.istat.it, mwqqISTAT.
cite-note-21. Così le definisce lo mwrqstatuto comunale.
cite-note-divamm-sismica-32. mwsqmwsgmwswClassificazione sismica (mwtamwtqXLS), su mwtgrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-43. mwugmwuwmwvaTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwvqmwvgPDF), in mwvwciterefmwwaLeggemwwq mwwg26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwwwAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwxa 151. mwxqURL consultato il 25 aprile 2012 mwxg(archiviato dall'mwxwurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-55. mwywAA. VV., mwzamwzqDizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p.mwzg 634, mwzwISBNmw0a 88-11-30500-4.
cite-note-66. Melchiore Matteo - La via dello Scherer - mw1qMarsilio editore- 2016
cite-note-77. mw2qmw2gmw2wPonte Serra, su mw3asovramonte.it. mw3qURL consultato il 26 febbraio 2022 mw3g(archiviato dall'mw3wurl originale il 26 febbraio 2021).
cite-note-88. mw4wmw5amw5qLa sepoltura Epigravettiana di Rosna, su mw5gspazioinwind.libero.it.
cite-note-99. Dati tratti da: mw6gmw6wmw7amw7qmw7gPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mw7wmw8aPDF), su mw8qebiblio.istat.it, mw8gISTAT. mw8wmw9amw9qmw9gPopolazione residente per territorio – serie storica, su mw9wesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-1010. mw-amw-qmw-gBilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, su mw-wdemo.istat.it, ISTAT. mwaqaURL consultato il 28 novembre 2012 mwaqe(mwaqiarchiviato il 25 gennaio 2012).
cite-note-1111. Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3
cite-note-1212. mwaqoRenzo Mazzaro, mwaqsmwaqwUn altro Comune vuol lasciare il Veneto, in mwaq0mwaq4la Tribuna di Treviso, 10 ottobre 2006, p.mwaq8 9. mwaraURL consultato il 18 luglio 2010.
cite-note-1313. mwarumwarymwarcChiarimento in dettaglio su "lamonizzare", su mwargtreccani.it.

Bibliografia

Su Sovramonte sono stati sinora pubblicati i seguenti volumi:

• Piero Polesana, mwar0Eroismo e martirio di Aune distrutta dal fuoco, Feltre 1974, pp.mwar4 1012.
• Gianmario Dal Molin - Sergio Claut, mwasaTradizione e cultura nel Sovramonte, Belluno 1983, pp.mwase 97.
• Marino Giazzon, mwasmFaller. Storia di una comunità, Feltre 1986, pp.mwasq 240.
• Franca Facchin, mwasyStrasegne. Racconti e immagini di Sovramonte, Feltre 1997, pp.mwasc 58.
• Severino Cecchin - Paolo Giacomel, mwaskOtto secoli di storia di una comunità [Aune], Feltre 1998, pp.mwaso 542.
• Martino Giazzon, mwaswI santi martiri Quirino e Giulita, S. Filomena, patroni di Faller, Seren del Grappa 1999, pp.mwas0 117.
• Enza Bonaventura - Carlo Zoldan, mwas8Un inventario cinquecentesco nell'antica pieve di Servo, Belluno 2001, pp.mwata 137.
• mwatiSorriva e la peste. 1631, a cura di Ennio e Virginio Bottegal, Federico Dalla Torre, Vito De Bastiani, Tarcisio Fontana, Giuseppe Zannini, Feltre 2005, pp.mwatm 136.
• mwatuSovramonte. Guida turistica. Storia arte tradizione cultura, Feltre 2006, pp.mwaty 136.
• Gianmario Dal Molin, mwatgSérbo. Antropologia d'un villaggio feltrino di montagna fra Ottocento e Novecento, Famiglia Feltrina, collana "Microcosmi", 2010, pp.mwatk 478.

Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Sovramonte

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.sovramonte.bl.it.
• citerefsapere-itSovramónte, su sapere.it, De Agostini.
• mwauaLa pagina web della Pro-loco di Sovramonte, su sovramonte.it. URL consultato il 31 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 27 giugno 2013).